Acqua potabile: cosa cambia con il nuovo D.Lgs. 102/2025
Dal 19 luglio 2025 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 102/2025, che aggiorna e corregge il precedente D.Lgs. 18/2023. L’obiettivo è rendere più sicura, trasparente e moderna la gestione dell’acqua destinata al consumo umano. Ma cosa cambia in concreto? Ecco un riepilogo chiaro e semplice.
Chi rientra nella normativa
Non solo i gestori delle reti idriche, ma anche chi utilizza fonti proprie di approvvigionamento rientra ora nella definizione di gestore idro-potabile. Inoltre, anche le case dell’acqua e i chioschi dell’acqua sono considerati a tutti gli effetti punti di distribuzione pubblici e devono rispettare le stesse regole di sicurezza.
1. NUOVI LIMITI PER CONTAMINANTI E SOSTANZE EMERGENTI
Il decreto inserisce tra i parametri da controllare il TFA (acido trifluoroacetico), un composto che verrà monitorato obbligatoriamente dal gennaio 2027. Allo stesso tempo, vengono aggiornati i limiti dei PFAS, sostanze molto discusse per i possibili rischi ambientali e sanitari.
2. REQUISITI PER I MATERIALI A CONTATTO CON L’ACQUA (ReMaF)
Tubi, serbatoi, filtri e altri materiali che entrano in contatto con l’acqua dovranno rispettare nuovi requisiti tecnici più rigidi.
Con il sistema ReMaF si introduce un percorso di approvazione e controllo più chiaro: solo i materiali certificati e conformi possono essere impegnati; obbligo di dichiarazione UE di conformità; introduzione del marchio CE obbligatorio per tubazione, valvole, pompe e raccordi; validità della marcatura a partire dal 31 dicembre 2026.
Periodo transitorio: I materiali già conformi al DM 174/2004 potranno essere utilizzati fino al 2032, salvo disposizioni.
3. PIANI DI SICUREZZA DELL’ACQUA (PSA) E PIATTAFORMA AnTeA
Il D.Lgs. 102/2025 mette particolare attenzione sull’autocontrollo e sulla prevenzione da parte dei gestori del servizio idrico, rafforzando l’uso dei Piani di Sicurezza dell’Acqua (PSA) e della piattaforma digitale AnTeA.
Cosa prevede la normativa:
- I PSA devono essere aggiornati regolarmente da tutti i fornitori d’acqua.
- La piattaforma AnTeA diventa lo strumento principale per la trasmissione dei dati e delle verifiche.
- Ogni 3 anni è obbligatorio presentare un rapporto di verifica interna.
- Il Centro Nazionale Sicurezza Acque (CeNSiA) valuta il mantenimento dell’approvazione del PSA.
Benefici per la salute pubblica:
- Maggiore trasparenza verso gli utenti.
- Migliore tracciabilità dei controlli.
- Possibilità di interventi rapidi in caso di non conformità.
Conclusioni:
Il D.Lgs. 102/2025 rappresenta una svolta per la normativa italiana sull’acqua potabile, con l’obiettivo di tutelare meglio il consumatore e garantire una maggiore sicurezza. La norma introduce parametri aggiornati per contaminanti emergenti, controlli più stringenti e digitalizzati, regole più severe sui materiali utilizzati e maggiori responsabilità per gestori, produttori e installatori.
Per i laboratori e i gestori significa aggiornare controlli e procedure, mentre per i cittadini comporta maggiore sicurezza e trasparenza sulla qualità dell’acqua distribuita nei rubinetti e nei punti pubblici. In un contesto di cambiamenti climatici, inquinamento e crescente attenzione alla salute, questa normativa rappresenta un passo fondamentale verso sostenibilità, prevenzione e fiducia nel servizio idrico.
